Quando ascoltiamo della musica, diverse aree cerebrali si attivano contemporaneamente. Il cervello, infatti, ci permette di elaborare il suono che sentiamo, suddividerlo per comprenderne melodia e ritmo, e ricomporlo in un’esperienza musicale unificata. Ma è vero che il solo fatto di ascoltare musica classica (e soprattutto le composizioni di Mozart) fa bene al nostro cervello?

 

IL MITO:

Ascoltare musica classica rende più intelligenti.

 

LA REALTÀ:

Nel 1993, uno studio ha dimostrato che alcuni studenti universitari hanno reso meglio in un test d’intelligenza dopo aver ascoltato una sonata di Mozart. Ed è da qui probabilmente che questo mito ha cominciato a diffondersi.

Questo “effetto Mozart”, però, è di fatto sparito dopo meno di 15 minuti. Un quarto d’ora dopo aver ascoltato il brano, quindi, i risultati del test erano gli stessi pre-ascolto. Quindi non è corretto dire che il semplice fatto di ascoltare musica classica ci renda più forti le nostre capacità cognitive.

Quel che di sicuro aiuta ad affinare il nostro cervello è suonare uno strumento: chi suona ha menti più fini ed è in grado di notare e correggere gli errori più velocemente rispetto ai non-musicisti.  Le ricerca suggerisce quindi che l’attività musicale potrebbe essere un intervento efficace per rallentare, fermare o addirittura invertire il declino cognitivo (potete rileggere questo articolo per approfondire l’argomento).

Anche il canto fa bene al nostro cervello, soprattutto il canto corale. Avevamo riportato qui, infatti, i risultati di alcune ricerche a conferma del fatto che durante l’attività canora il nostro corpo rilascia endorfine e ossitocina, che contribuiscono a creare in noi una sensazione di benessere.

 

Fonte:

BrainFacts