Come vengono prese le decisioni finanziarie? Cosa accade nella mente e nel cervello di una persona che deve decidere se acquistare o meno un titolo quotato in borsa, o se vendere o mantenere un proprio titolo in rialzo o in ribasso?

 

I BIAS COGNITIVI

bias_smallL’investitore finanziario si trova spesso a prendere decisioni importanti le cui conseguenze incidono profondamente sia sulla gestione del proprio patrimonio che, più in generale, sul proprio benessere individuale. Tuttavia, la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che la razionalità e la bontà delle decisioni finanziarie (e non solo) è quasi sempre minacciata da numerosi errori cognitivi che la nostra mente compie in modo sistematico e automatico. Alcuni esempi li ritroviamo quando si ha troppa fiducia nelle proprie capacità di giudizio e previsione,  la tendenza a vendere troppo in fretta i titoli in rialzo e a mantenere quelli in ribasso, quando i portafogli sono scarsamente diversificati per tipologia o area geografica, o quando ci si lascia sopraffare dalle conseguenze emotive legate alle proprie scelte, ecc.).

In linguaggio scientifico tali errori sono meglio conosciuti come bias cognitivi (in italiano pregiudizi). Questi derivano dalla tendenza che la nostra mente ha a ragionare non in termini di logica razionale, bensì tramite esemplificazioni della realtà e scorciatoie di pensiero: le cosiddette euristiche.

L’attitudine a ragionare secondo modalità più emotive ed impulsive o, al contrario, più analitiche e razionali è riconducibile all’esistenza di due meccanismi di pensiero tipici della mente umana e che sono legati all’attività di specifiche reti neurali.

 

È POSSIBILE CORREGGERE QUESTI BIAS?

Si evince pertanto la necessità di istruire gli investitori in merito al funzionamento di tali meccanismi di pensiero e decisione e offrire opportune strategie di correzione dei propri bias basate sulle evidenze della ricerca scientifica. Il primo strumento efficace nel ridurre il divario tra scelte osservate e scelte ottimali è rappresentato dalla consulenza finanziaria. Una consulenza basata su un rapporto di fiducia tra intermediario e investitore, che ha l’obiettivo di promuovere il benessere, permetterà la costruzione di una proposta d’investimento conforme agli obiettivi e necessità del cliente.

Inoltre, una nuova area della ricerca scientifica sta lavorando per sviluppare una serie di strategie per la correzione degli errori cognitivi e la messa a punto di interventi di training che vanno sotto il nome di tecniche di debiasing (letteralmente, rimozione del bias). Attraverso l’impiego di tali tecniche è possibile ridurre al minimo l’influenza dei bias sulle scelte individuali. Gli individui diventano così più consapevoli dei propri bias, migliorano le proprie capacità logico-deduttive e modificano la percezione e l’approccio del decisore ai vari problemi decisionali.

È inoltre possibile implementare dei veri e propri scenari di scelta da presentare all’investitore. In questo modo la persona può sperimentare in prima persona la propria tendenza a commettere errori di tipo cognitivo, acquisire familiarità nel riconoscimento dei bias e mettere in atto una serie di strategie di correzione al fine di incrementare le proprie abilità decisionali. Infine, anche tecniche di mindfulness (pratiche di consapevolezza del corpo e spostamento dell’attenzione sul momento presente) si rivelano efficaci nel mitigare l’effetto di alcuni bias cognitivi e più in generale nel promuovere un tipo di decisione responsabile e consapevole.

 

Per scoprire di più sui bias cognitivi e sul loro ruolo nei processi decisionali, scarica gratuitamente il nostro white paper!