Un nuovo metodo di cura, senza farmaci né psicoterapie, è in corso di sviluppo in diversi laboratori di ricerca di tutto il mondo. Si tratta di una specie di terapia d’urto per differenti fobie, basata sull’idea che rivivendo in condizioni sicure le situazioni che ci terrorizzano, saremo in grado di abituarci a esse, fino a “farci il callo”.

Da un certo punto di vista, è molto simile a ciò che accade nei vaccini. Il sistema immunitario viene esposto ad un agente patogeno debilitato, sviluppa gli adeguati anticorpi e nel caso poi, in un futuro anche distante, il medesimo agente si ripresentasse affatto debilitato, il sistema immunitario sarà pronto a reagire.

Uno degli studiosi che si dedica a questo tipo di ricerche si chiama Cristian Sirbu, e lavora alla University of West Virginia, negli USA. Il suo lavoro consiste nel ricreare mediante realtà virtuale situazioni passibili di generare paura – o terrore – in chi abbia specifiche fobie. Lo scopo? Abituarsi alle paure, e imparare a gestirle meglio. Ad esempio, nel caso si parli di fobie sociali, Sirbu genera un ambiente di realtà virtuale in cui vi sono una trentina di persone, sedute in un’aula, che guardano la persona – il paziente – in modo differente a seconda di come lo studioso ne modula le reazioni. Possono essere sorridenti o accigliate, scettiche oppure attente. A seconda di come il paziente si comporta, il terapeuta può modificare le reazioni del pubblico, suscitando o reprimendo le tipiche reazioni di terrore della fobia. Secondo Sirbu, si tratta di qualcosa di più che un’idea curiosa: in un articolo in corso di pubblicazione, lui e il suo team dimostrano che questi metodi effettivamente aiutano chi è affetto da fobia.

Fobia e VR

Le fobie trattabili sono di quasi tutti i tipi. Si va dalla paura dell’altezza a quella degli insetti e persino a quella del volo. Le attuali tecnologie di realtà virtuale, infatti, permettono di costruire esperienze artificiali molto convincenti – abbastanza, insomma, da far paura a chi le prova. E il punto è proprio questo: se si riesce a evocare una fobia con la giusta intensità – non troppo poco perché sarebbe inefficace, e non troppo perché altrimenti si rischierebbe di peggiorare la situazione – è possibile pensare a delle terapie ad-hoc per ciascuna fobia. Questo tramite ambienti simulati che permettano agli utenti di affrontare le proprie paure in tutta sicurezza, addirittura selezionando loro stessi quale livello di “terrore” si sentano di affrontare.

La tecnologia per attuare queste terapie, inoltre, è dietro l’angolo. L’Oculus VR  è uno dei primi dispositivi per la realtà virtuale venduto ad un prezzo compatibile con il mass market: costa meno di un iPhone, e permette di fruire esperienze di realtà virtuale davvero vivide. Svariati laboratori e aziende in tutto il mondo stanno già sviluppando software per questo dispositivo. E, come potete vedere in questo video, una cura per le vertigini forse è più vicina (ed economica) di quanto non pensassimo.

 

Fonte:

New Scientist