Come acquisiamo e manteniamo con l’avanzare dell’età le nostre capacità emotive, cognitive e d’interazione, e come le perdiamo progressivamente? Come sono collegati il benessere e il potenziale mentale alle esperienze della nostra vita? Vediamo per sommi capi alcuni dei punti emersi da uno studio commissionato dal governo britannico nel 2008 all’istituto Foresight e che ha coinvolto 16 paesi e 450 esperti.

Prima infanzia (1-4) E’ già nella prima infanzia che si gettano le basi del proprio capitale mentale. Il contesto famigliare e l’attaccamento ai genitori, la madre in particolare, e il senso di sicurezza e protezione che l’infante avverte nel contesto familiare aumentano il capitale mentale. Viceversa, un rapporto genitore-figlio fatto di trascuratezza, o peggio ancora, di abusi, ha un effetto negativo sul capitale mentale dell’infante, con alti livelli di ormoni dello stress e problemi di comportamento.

Infanzia (5-12) Nelle fasi più avanzate dell’infanzia, dai 5 anni fino alla preadolescenza, è l’ambiente scolastico – insieme ancora a quello famigliare – a determinare lo sviluppo del capitale mentale. L’interazione con gl’insegnanti e i compagni di classe, la disposizione all’apprendimento, il riconoscimento precoce di disturbi dell’apprendimento quali la dislessia e la discalculia (ad esempio) ed il conseguente intervento scolastico, sono fattori determinanti per l’aumento delle risorse interne.

Adolescenza (13-18) Durante l’adolescenza il cervello attraversa un’importante fase di riorganizzazione, soprattutto a livello delle connessioni tra le cellule cerebrali. Questo caratterizza pertanto l’adolescenza come una fase particolarmente importante per il cambiamento e la formazione, e suscettibile al miglioramento o al peggioramento delle risorse interne a seconda delle attività che si svolgono in questa fase. L’ambiente o gli ambienti frequentati, l’accesso che si ha ad informazioni e media, la ricchezza e varietà di esperienze, lo sviluppo di consapevolezza rispetto alle proprie emozioni, l’esposizione a sostanze stupefacenti o il loro abuso sono fattori che plasmano le capacità mentali del futuro adulto.

Maturità (19-65) Durante la maturità le componenti nuove sono il tipo e l’ambiente di lavoro, la relazione con il partner e la nascita del proprio nucleo famigliare. Tutti questi eventi espongono ad una serie di stress e di sfide con notevole impatto sul capitale mentale. E’ la fase della vita in cui si mette alla prova ciò che si è accumulato durante le fasi precedenti, pur comunque lasciando ampi margini alla possibilità di cambiamento (in positivo o in negativo). Gli effetti dello sviluppo della resilienza (cioè la capacità di reagire con equilibrio e positivamente ad eventi negativi), l’esercizio fisico e l’impegno sociale controbilanciano gli effetti dovuti ad eventi stressanti come la pressione finanziaria, possibili divorzi, traslochi ed altri eventi che in questa fase centrale della vita incidono negativamente.

Vecchiaia (65+) La vecchia è certamente la fase in cui andiamo incontro maggiormente a declino fisico e cognitivo, ma in cui molti fattori possono ancora determinare cambiamenti radicali del nostro capitale mentale, ritardando l’insorgenza di deficit o inducendo un calo improvviso. Ad esempio, tra i fattori positivi principali si rilevano la qualità del supporto da parte dell’ambiente familiare e sociale, l’allenamento mentale e la stimolazione sociale.

Il capitale mentale è strettamente legato al nostro benessere mentale. Individui o paesi che decidono d’investire in uno sviluppo florido del capitale mentale registreranno nel medio e nel lungo termine una ricaduta fortemente positiva sul livello generale di benessere percepito.