Suonare uno strumento musicale può aiutare a proteggerci dal declino mentale dovuto all’età o alla malattia.

 

I musicisti, infatti, hanno menti più fini e sono in grado di notare e correggere gli errori più velocemente rispetto ai non-musicisti.

Ricercatori dell’università di St. Andrews hanno misurato le risposte comportamentali e cerebrali dei musicisti amatoriali nell’esecuzione di semplici compiti mentali, confrontandole con quelle dei non-musicisti. I risultati hanno dimostrato che suonare uno strumento, anche a livelli modesti, migliora la capacità di identificare gli errori e quindi rispondere adeguatamente in modo più efficace.

I musicisti hanno inoltre risposto più rapidamente degli individui con nessun allenamento musicale, senza però compromettere la precisione.

Questo studio dimostra che il cervello può beneficiare anche di modesti livelli di attività musicale. I risultati possono avere importanti implicazioni anche per quel che riguarda i processi degenerativi dovuti all’invecchiamento e alle malattie mentali come la depressione. Le ricerca suggerisce che l’attività musicale potrebbe essere un intervento efficace per rallentare, fermare o addirittura invertire il declino cognitivo. Qualsiasi cosa noi facciamo, infatti, è in grado di modificare il nostro cervello, nel bene e nel male. Fare musica è una di quelle attività a cui le persone dovrebbero dedicarsi se desiderano cambiare la mente nella giusta direzione.

Fonte:

news.com.au