L’allenamento mentale si basa sulla “neuroplasticità” (o plasticità cerebrale), ovvero la capacità del cervello di cambiare nel corso della vita di una persona, nel bene o nel male.

Questo è un processo estremamente importante, in quanto definisce il nostro sviluppo cognitivo e forma le nostre diverse personalità.

Il concetto di plasticità cerebrale è allo stesso tempo molto semplice da capire, ma anche incredibilmente complesso. Riusciamo ad immaginarci senza problemi il fatto che il cervello non sia mai uguale, ma che si adatti alle circostanze, all’apprendimento… Come e perché cambia sono aspetti decisamente più complicati

Spesso si pensa che l’infanzia e l’adolescenza siano i momenti di crescita del cervello: da giovani si imparano sempre cose nuove, si fanno nuove esperienza e si ha uno spirito di ricerca ed esplorazione. L’età adulta è invece vista come un periodo di declino cognitivo, in cui ci si dimenticano sempre più cose, si è meno inclini a cercare nuove esperienze…

 

La ricerca ha però dimostrato che nelle giuste circostanze anche il cervello adulto può crescere. Anche se vi sono certamente dei peggioramenti legati all’età, vi sono molte cose che una persona adulta può fare per sfruttare la propria plasticità e contrastare questo declino. Bisogna solamente allenare il cervello nel modo giusto.

Vi sono programmi strutturati scientificamente che si focalizzano su varie aree cognitive e migliorano le funzioni cerebrali. Anche se è possibile fare da soli alcune attività che migliorano il proprio benessere cognitivo, come imparare una lingua straniera, cercare sempre nuove esperienze e meditare, è difficile trovare in questo il modo migliore per allenare il cervello con la stessa efficacia di un programma di training cognitivo.

Gli esercizi di brain training non fanno alcun miracolo: semplicemente allenano chi li fa a compiere alcuni “atti mentali” specifici durante un compito e poi ad abituarsi a compierli anche durante le occorrenze della vita quotidiana. Chi ha problemi di schiena sa bene quanto possa essere dannosa una postura sbagliata o un paio di scarpe troppo alte. In maniera analoga, il brain training non risolve il problema dei tendini infiammati: insegna soltanto ad assumere una “postura mentale” più consona all’attività che si sta svolgendo. Sarà poi tenendosi in quella postura che il problema si risolverà o che il declino rallenterà.

 

La suite per il training cognitivo proposta da Neocogita nella propria app Android si compone di una quindicina di esercizi divisi in 5 macro-aree (funzioni esecutive, percezione, risposta motoria, attenzione e memoria) e ognuno di essi ha alla base studi neuro-scientifici che ne hanno dimostrato la validità. Si tratta, inoltre, di esercizi “adattivi”, ovvero che si adattano alle capacità di ogni individuo, per ottenere il massimo da ogni singolo allenamento.

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