Abbiamo più di cinque sensi

L’idea che noi esseri umani abbiamo cinque sensi (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) è una convinzione che risale a 2.000 anni fa, ad Aristotele. All’epoca si trattava di un’ipotesi ragionevole, ma le neuroscienze hanno fatto notevoli passi avanti dai tempi dell’antica Grecia. È emerso che abbiamo almeno quattro sensi aggiuntivi e il più sottovalutato di essi è noto come INTEROCEZIONE.

La parola si compone di due parti:

  • “intero” si riferisce a “interno”
  • “cezione” si riferisce a “consapevolezza”

In sostanza, interocezione significa consapevolezza del nostro stato interno, che comprende le associazioni apprese, i ricordi, le emozioni e tutti i dati che attraversano le nostre connessioni neurali.

L’interocezione si contrappone all’esterocezione, che consiste nel ricevere i dati esterni attraverso i sensi. La maggior parte di noi tende a dare la priorità a questa tipologia di informazioni.

Al centro del cervello si trova un organo straordinariamente sofisticato, l’insula. Questo nucleo spugnoso è il quartier generale della rappresentazione corticale, che si riferisce al modo in cui il cervello elabora tutte le informazioni sul nostro stato interno. E’ quindi impegnata in prima linea nei processi di interocezione.

Tre motivi per allenare l’interocezione

  1. Prendere decisioni più informate
    Coltivando l’interocezione, possiamo imparare ad ascoltare di dati provenienti dai cambiamenti di attivazione dei neurotrasmettitori, che sono segnali importantissimi che il nostro corpo ci manda e non siamo abituati a cogliere. Cambiamenti nell’adenosina, ad esempio, segnalano il bisogno di dormire, mentre un cambiamento nella meccanica del respiro può segnalare un mutamento nella nostra risposta di eccitazione.
  2. Evitare il burnout
    Una ridotta capacità di sviluppare l’interocezione tende a essere associata a risposte disadattive allo stress, che in gergo scientifico si traduce nel fenomeno del burnout. Periodi prolungati di stress elevato causano un sovraccarico allostatico, ovvero un’usura accumulata del corpo, che porta a una maggiore fragilità del sistema nervoso.
  3. Miglioramento della regolazione emotiva
    Quando manca l’interocezione, non siamo in grado di percepire pienamente le sensazioni associate alle emozioni. Sfortunatamente, ciò significa che esse rimangono al di sotto della nostra consapevolezza e vengono invece proiettate sugli altri, oppure ci ritroviamo a reagire emotivamente in modi che raramente favoriscono i nostri obiettivi a lungo termine.

Come migliorare l’interocezione

Immaginate di imparare a cucinare. Il processo richiede di coltivare la sensibilità della vostra tavolozza che percepisce i sei gusti fondamentali: dolce, acido, salato, amaro, salato e umami. In questo senso, la nostra tavolozza interocettiva comprende:

Mente (pensieri incalzanti o annebbiati vs. calma e attenzione)
Consapevolezza (espansa e ricettiva vs. ristretta e protettiva).
Postura (aperta e rilassata vs. tesa e contratta)
Respiro (profondo, lento e morbido vs. superficiale e rapido)
Emozioni (gratitudine, gioia, tristezza, ecc.).

Proprio come uno chef che compone un menu di degustazione di cinque portate, esiste un numero infinito di permutazioni di sapori all’interno di queste categorie. L’interocezione è un’abilità che può essere coltivata attraverso la curiosità e la sperimentazione intenzionale.

Come valutare la propria capacità interocettiva

La misura più diffusa e citata della capacità interocettiva è la Valutazione Multidimensionale della Consapevolezza Interocettiva (Multidimensional Assessment of Interoceptive Awareness – MAIA), un self-report composto da 37 domande molto utilizzato in ambito psicologico. Il lettore valuta alcune affermazioni su una scala che va da 0 a 5, dove lo 0 corrisponde a mai e il 5 corrisponde a sempre.

Lavorare sulla propria interocezione

L’interocezione è una qualità su cui tutti possiamo lavorare. Il processo di raggiungimento di una piena consapevolezza di sé è lungo e non esule da difficoltà. Ci sono tuttavia alcune tecniche che ci possono aiutare nel raggiungimento di questo scopo.

La meditazione Mindfulness, ad esempio, è una tecnica molto utilizzata che insegna a potenziare la consapevolezza e la presenza mentale, diminuendo al contempo l’ansia e lo stress. Attraverso dei semplici esercizi è possibile allenare la capacità di focalizzare l’attenzione nel qui e ora, ascoltando ciò che il nostro corpo ci comunica nel momento stesso in cui stiamo praticando la meditazione.

Il Brain Wellness di Neocogita

La piattaforma digitale Brain Wellness di Neocogita offre un laboratorio di mindfulness (rivolto alle aziende) che combina l’utilizzo individuale di audioguide con sessioni di coaching di gruppo, al fine di potenziare le abilità attentive, la consapevolezza e la resilienza e di ridurre le risposte negative allo stress. Cinque settimane di allenamento minimo alla pratica della mindfulness per 20 minuti al giorno, per 5 giorni alla settimana, possono essere sufficienti a favorire in un gruppo di lavoratori una riduzione statisticamente significativa dello stress e dell’ansia.

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