L’impatto del grasso viscerale sul funzionamento cognitivo

Articolo di Sara Tatti

 

“Mantenersi in forma è importante”
“Fare attività fisica ti aiuterà a stare meglio”
“Mangiar bene è salutare”

Ma la dieta, l’esercizio fisico, il calcolo delle calorie e le visite di controllo… quanta fatica costano?
E perché è necessario fare tutti questi sforzi?

Tra tutti i vari vantaggi che possono portare queste azioni salutari, uno in particolare è la riduzione del grasso viscerale. Ma ancora una volta, perché dovrebbe essere importante ridurre questo eccesso di grasso nel nostro corpo?

Il grasso viscerale

Diversi studi hanno dimostrato che il grasso viscerale è strettamente legato a varie malattie come quelle cardiovascolari ed è un importante fattore di mortalità. Ma non parliamo solo di danni fisici, ci sono conseguenze anche a livello mentale. L’accumulo di grasso, infatti, è associato al declino cognitivo e di conseguenza al rischio di demenza. Alcune tra le patologie a cui può portare il grasso viscerale, come l’ipertensione, il diabete di tipo 2, l’insulino-resistenza e la disfunzione del miocardio, possono essere dei fattori chiave nel deterioramento delle facoltà mentali.

Lo studio

Uno degli studi [1] più recenti che dimostra l’associazione tra grasso viscerale e demenza è stato condotto quest’anno in Giappone e ha indagato la relazione tra le aree di grasso viscerale (Visceral Fat Areas – VFA) e le funzioni cognitive/anomalie strutturali del cervello che sono indicatori nello sviluppo di demenza. Questo studio, a differenza degli altri condotti precedentemente, ha utilizzato degli indicatori più oggettivi per risolvere i problemi metodologici criticati nelle precedenti indagini. Si è avvalso, infatti, della risonanza magnetica per indagare la presenza di eventuali anomalie strutturali; ha misurato le aree di grasso viscerale con un dispositivo medico (EW-FA90) e ha valutato le funzioni cognitive somministrando ai suoi 2.364 partecipanti un test estremamente validato (Mini Mental State Examination – MMSE).

I risultati

Dallo studio è emerso che il gruppo con un alto livello di grasso viscerale ha ottenuto un risultato inferiore nel MMSE relativo alle funzioni cognitive e ha mostrato un’elevata correlazione con il deterioramento cognitivo, rispetto al gruppo di controllo (con poco grasso viscerale). Per quanto riguarda la rilevanza del grasso viscerale sui disturbi mentali, invece, dopo aver eliminato l’effetto delle variabili confondenti, come età e sesso, è risultato che il gruppo alto-VFA era significativamente associato alle lesioni della sostanza bianca e allo spazio perivascolare, e quindi ai disordini cerebrali.

Riassumendo, l’elevata presenza di grasso viscerale porta a:

  • Basso funzionamento cognitivo
  • Maggior deterioramento cognitivo
  • Anomalie strutturali nel cervello

Anche questa ricerca, nonostante tutto, possiede delle limitazioni: essendo uno studio trasversale e non longitudinale non valuta l’area del grasso viscerale come fattore di rischio per un futuro declino cognitivo o cambiamenti cerebrali.

Lo studio, comunque, dimostra che c’è una connessione tra questi fattori e che, quindi, è importante ridurre il grasso viscerale per conservare la propria salute mentale.

Dunque…

Fate attività fisica, mangiate sano e mantenetevi in salute!

 

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Bibliografia:

  1. Ozato, N., Saitou, S., Yamaguchi, T., Katashima, M., Misawa, M., Jung, S., … & Nakaji, S. (2021). Association between Visceral Fat and Brain Structural Changes or Cognitive Function. Brain Sciences11(8), 1036.

 

 

 

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