Quale età conta davvero? L’importanza di conoscere la propria età funzionale

 

Se ti sei mai chiesto perché alcune persone sembrino molto più giovani di altre pur avendo la stessa età, la risposta è semplice.
L’età alla quale siamo soliti riferirci, ovvero quella anagrafica, non è adeguata né sufficiente per fare questo tipo di confronto. Infatti, se quest’ultima rappresenta semplicemente il numero di anni che una persona ha vissuto, esistono altri indicatori che prendono in considerazione la qualità del tempo vissuto, tra cui l’età funzionale.

Oltre l’età anagrafica

L’età funzionale fa riferimento a come una persona funziona fisicamente e mentalmente rispetto a ciò che ci si aspetterebbe in base alla sua età cronologica. In altre parole, piuttosto che concentrarsi sugli anni di vita di una persona, si focalizza sulle sue capacità funzionali.
Inoltre, questa permette di apprezzare in tempo reale i cambiamenti nella salute complessiva dovuti agli interventi che vengono messi in atto.
Se, per esempio, una persona stabilisce una routine per migliorare una determinata area, grazie all’età funzionale sarà in grado di osservarne l’efficacia già nei primi tre mesi. Questa caratteristica si rivela indispensabile per coloro che desiderano tenere traccia della propria condizione e delle proprie attività, evitando la perdita di motivazione dovuta al non vedere riconosciuti i propri sforzi.

Come si misura l’età funzionale?

Alla base di questa misurazione vi è l’integrazione di diversi fattori che influenzano il nostro benessere, fisico e mentale. Tra questi possiamo trovare:

  • Salute fisica: alimentazione, attività fisica, livelli di energia;
  • Salute mentale: umore, cognizione, qualità del sonno;
  • Genetica: lunghezza dei telomeri (protettori dei cromosomi), geni associati a malattie;
  • Ambiente: qualità dell’aria, accesso a cure mediche;
  • Fattori socioculturali: supporto sociale, istruzione, esperienze di vita.

Per misurare le varie componenti vengono effettuati diversi test che spaziano da prove di forza e resistenza muscolare, ad esami del sangue, fino a questionari e test neuropsicologici.
Una volta registrati questi parametri, un algoritmo li confronta con i fattori dell’età cronologica per avere una stima dell’età funzionale che rispecchia le prestazioni fisiche e cognitive delle persone nella loro vita quotidiana.
Ciò vuol dire che ogni cambiamento di stile di vita, anche il più piccolo, sarà visibile, permettendo alle persone di ricevere feedback positivi anche nel breve termine e pertanto di rimanere motivati e consapevoli dei propri progressi.

Perché parlare di età funzionale?

Gli individui con un’età funzionale minore hanno tassi di mortalità significativamente più bassi rispetto a quelli con età funzionale maggiore. Ovviamente, bisogna tenere presente che la sua misurazione può variare a seconda delle metodologie utilizzate, sia per il rilevamento dei parametri che per la loro analisi. Tuttavia, conoscere e monitorare la propria età funzionale si può rivelare utile per diversi motivi:

  • Consapevolezza: se l’età anagrafica “è solo un numero”, quella funzionale non lo è. Valutare la funzionalità del corpo e della mente aiuta a vedere il benessere sotto una luce diversa e a prendere decisioni più mirate;
  • Motivazione: scoprire che la propria età funzionale è superiore a quella anagrafica può incentivare a mettere in atto cambiamenti nello stile di vita;
  • Prevenzione: un’età funzionale alta potrebbe indicare anche un rischio maggiore di malattie croniche o condizioni mediche, motivando le persone a misure preventive;
  • Personalizzazione: basarsi sulla valutazione funzionale permette di adattare i programmi di intervento in maniera più specifica alle diverse esigenze.

Conclusione

La conoscenza dell’età funzionale può rappresentare dunque un ottimo strumento per monitorare la propria salute complessiva e l’impatto su quest’ultima dello stile di vita. Comprendere gli effetti di determinate abitudini può incoraggiare la messa in atto di misure proattive, dalla prevenzione all’intervento.

In definitiva, mentre l’età anagrafica fornisce una semplice misura del tempo trascorso, l’età funzionale offre una visione molto più ricca e complessa della salute e del benessere. Essa incarna la filosofia che non si tratta solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio.
Ognuno di noi ha il potere di influenzare la propria età funzionale e, di conseguenza, la qualità e la durata della propria vita.

 

Articoli consigliati

Nell’ambito delle nostre vite sempre più impegnate e con richieste elevate di performance in ogni settore, risulta essenziale capire come i ritmi biologici influenzino le nostre capacità cognitive. Un recente studio condotto da Pablo Valdez, ricercatore presso il laboratorio di psicofisiologia dell’Università di Monterrey (Messico), evidenzia l’importanza dell’interazione tra i ritmi circadiani e l’attenzione, un […]

Il benessere in azienda Nel mondo del benessere aziendale, la promozione di uno stile di vita sano tra i dipendenti è cruciale per migliorare non solo la loro salute fisica, ma anche la produttività e la soddisfazione lavorativa. Un elemento fondamentale in questo contesto è l’incoraggiamento all’attività fisica regolare. Tuttavia, con la proliferazione di dispositivi […]

L’importanza dell’attività fisica per la nostra salute e per il benessere nel luogo di lavoro è ormai indiscussa. Tuttavia, nella frenesia delle nostre giornate lavorative, spesso ci troviamo a rimandare l’allenamento a un “domani” che fatica ad arrivare. E se fosse possibile ottenere benefici significativi per la salute cardiovascolare in meno di un minuto? Questo […]

Vuoi ottenere maggiori informazioni sulla tecnologia TOI™ e sulle possibilità di implementazione in servizi di terze parti?