Salute mentale: una chiamata all’azione basata su nuove scoperte a livello globale

Disturbi mentali: un’analisi su scala globale offre una panoramica chiara e dettagliata che si pone al centro del dibattito scientifico e sociale. Un quadro critico sul quale è necessario porre la nostra attenzione, ma che può aiutarci a trasformare la nostra comprensione e il nostro approccio a questo delicato argomento.

 

L’insorgenza precoce dei disturbi mentali

Nel 2001 un gruppo di esperti e ricercatori di tutto il mondo ha dato inizio ad un lungo percorso terminato nel 2022, grazie al quale abbiamo ora a disposizione dati dettagliati sullo stato della salute mentale nel mondo. Sono stati infatti raccolti 32 sondaggi condotti in 29 paesi, utilizzando una metodologia di campionamento stratificata e multistadio per garantire risultati rappresentativi e affidabili.

Un aspetto preoccupante ma fondamentale che emerge dalla ricerca è l’insorgenza precoce di molte malattie mentali. Infatti, mentre alcune delle più note malattie non trasmissibili, come quelle cardiovascolari o il cancro, tendono a manifestarsi in età avanzata, una larga percentuale di disturbi mentali fa la sua prima comparsa durante l’infanzia o l’adolescenza. Questa scoperta enfatizza l’importanza cruciale di concentrare risorse e ricerca nell’identificazione precoce e nell’intervento tempestivo in queste fasi critiche della vita.

Uno sguardo dettagliato ai risultati

Basandosi su delle stime più accurate della distribuzione dell’età d’insorgenza rispetto ai precedenti studi, sono stati ottenuti altri 3 principali risultati:

  • Entro l’età di 75 anni, una persona su due svilupperà almeno un disturbo mentale;
  • L’incidenza di ansia e disturbi dell’umore è maggiore nelle donne;
  • L’incidenza di disturbi esternalizzanti (aggressività, impulsività ecc…) è maggiore negli uomini.

Necessita di un ulteriore approfondimento il primo dato. Infatti, dai risultati emerge che la metà delle persone che sviluppano un disturbo mentale prima dei 75 anni, ha avuto il suo primo episodio intorno ai 20 anni. Non solo, oltre ai disordini che tradizionalmente si sviluppano durante l’infanzia (fobia sociale, fobie specifiche, ADHD), anche disturbi come depressione maggiore, disturbo d’ansia generalizzata, dipendenze e disturbo da attacco di panico, sono stati osservati emergere durante l’adolescenza o la prima età adulta. Questo riscontro supporta la necessità di investire in servizi di salute mentale rivolti ai giovani.

Per quanto riguarda gli altri due punti, sebbene l’età d’insorgenza di molti disturbi sia simile per uomini e donne, vi sono differenze importanti circa le categorie di disordini. Ciò enfatizza l’importanza di un approccio personalizzato e genere-specifico alla salute mentale, che non consideri quest’ultima come un’entità a sé stante, ma che riesca a calarla nella sfera individuale di ciascuna persona.

La strada verso il futuro: sfide e opportunità

Si rivela però importante sottolineare le significative limitazioni dello studio. La dipendenza dai resoconti retrospettivi, ad esempio, potrebbe avere introdotto una certa dose di errore, in quanto la memoria degli eventi passati può essere imprecisa. Inoltre, la comorbilità, ovvero la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie, non è stata considerata in maniera esaustiva nello studio, suggerendo che il panorama reale potrebbe essere ancora più complesso di quanto riscontrato.

Nonostante questi limiti, lo studio fa luce su una realtà ormai nota, ma ancora troppo sottovalutata. L’accento posto sull’importanza di servizi di salute mentale centrati sui giovani e la necessità di ricerche future che esplorino le dinamiche della comorbilità nel tempo promettono di guidare un’agenda di ricerca robusta e dinamica.

Conclusione

Con una ormai chiara evidenza della precocità dell’insorgenza di molti disturbi mentali, è imperativo che la società nel suo complesso, dalle istituzioni educative ai fornitori di assistenza sanitaria, ricalibri le sue strategie e le sue risorse per dare priorità a interventi precoci e personalizzati.

Questa ricerca, insieme ai numerosi e crescenti studi sull’argomento, suggerisce che è tempo di trasformare la nostra consapevolezza in azioni concrete: ampliare l’offerta di servizi di salute mentale per i giovani, sviluppare programmi di sensibilizzazione che possano funzionare come rete di sicurezza per individuare i primi segnali di disturbi mentali e, soprattutto, continuare a sostenere la ricerca in questo campo.
Inoltre, la diversità dei disturbi mentali sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare e inclusivo nella gestione della salute mentale, che tenga conto delle differenze di genere e delle specificità individuali.

Tutte queste informazioni ci forniscono non solo l’opportunità, ma anche la responsabilità, di modellare un futuro in cui il benessere mentale sia accessibile, personalizzato e, soprattutto, prioritario.

 

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