Il cervello di un curioso

Che cos’è il tramonto? Come funziona? Cosa si muove? E perché?

Spronare i bambini a farsi questo tipo di domande è un consiglio per qualsiasi tipo di insegnante o educatore. Quando un bambino è curioso, infatti, è più propenso a prestare attenzione a lungo.

 

Ma allora, cos’è la curiosità?

Ogni giorno entriamo in contatto con una miriade di informazioni, ma anche chi ha buona memoria ne ricorda solo una piccola parte dopo un paio di giorni.

La psicologa Charan Ranganath, dell’università della California, a Davis, ha investigato per capire perché tratteniamo alcune informazioni e ne dimentichiamo altre.

Assieme ad alcuni colleghi ha chiesto a 19 volontari di considerare oltre 100 domande valutando il loro livello di curiosità rispetto alla risposta. In seguito, i partecipanti hanno riguardato le domande e le relative risposte mentre i ricercatori monitoravano la loro attività cerebrale tramite risonanza magnetica. Al massimo della curiosità, si attivavano le parti del cervello che regolano il piacere e la ricompensa. Le menti curiose mostravano anche una maggiore attività nell’ippocampo, la parte responsabile della creazione della memoria.

Vi è infatti un circuito nel cervello che ci spinge a fare cose che ci porteranno una sorta di ricompensa. Questo si accende quando otteniamo del denaro, oppure un dolce. Ma anche quando siamo curiosi.

Quando questo circuito si attiva, il nostro cervello rilascia dopamina, che ci fa sentire bene. La dopamina sembra svolgere un ruolo importante anche nell’aumento delle connessioni tra cellule coinvolte nell’apprendimento.

Infatti, quando i partecipanti sono stati interrogati su cosa avessero imparato, i più curiosi hanno ricordato più spesso la risposta esatta.

 

La curiosità aiuta a imparare anche cose noiose

Nell’esperimento di Ranganath, ai partecipanti sono state mostrate a caso immagini di volti, senza che fosse spiegato loro il perché. I più curiosi hanno ricordato meglio anche le fotografie, suggerendo che quindi il cervello di un curioso apprende meglio non solo in un argomento che interessa, ma anche altre informazioni, comprese quelle più casuali e noiose.

 

Fonte:

Mind Shift – NQED

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